IN VOLO SUI PAESAGGI RURALI DELLA SARDEGNA

“L’aeroplano ci ha svelato il vero volto della terra”
Antoine de Saint-Exupéry

La convenzione europea sul paesaggio, sottoscritta a Firenze il 20 ottobre 2000, definisce il paesaggio “una determinata parte di territorio, cosi come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”.
Questa definizione individua il paesaggio come entità strettamente correlata al rapporto tra l’uomo e il territorio in cui esso vive; un rapporto mutuo, in cui l’uomo plasma il paesaggio con le sue attività antropiche (agricole, insediative e produttive), e in cui il territorio, con le sue peculiarità e la sua naturale tendenza evolutiva, influenza fortemente il modo con cui l’uomo vive nel paesaggio.
Il concetto di paesaggio non è più limitato alle bellezze universalmente riconosciute ma è paesaggio, e in quanto tale deve essere tutelato e valorizzato, anche quella parte del territorio che viene modellata dal lavoro dell’uomo e che si evolve in stretta dipendenza dalle sue attività.
Pertanto devono essere oggetto di adeguate azioni di valorizzazione e tutela anche i territori naturali, rurali, urbani, i paesaggi terrestri e marini, i paesaggi eccezionali ma anche quelli della vita quotidiana.
Il paesaggio è anche il risultato del modo con cui una popolazione vive il suo territorio, sia nello svolgimento delle sue attività produttive e lavorative, sia nell’espressione della sua cultura, delle sue tradizioni storiche, religiose e sociali, ovvero di quei valori che costituiscono il patrimonio culturale immateriale di una società. Questo patrimonio immateriale esprime e costituisce l’identità di una popolazione, la caratterizza e la unisce con il senso di appartenenza alla comunità.
Ecco, quindi, che riconoscere e tutelare il paesaggio rafforza il senso di appartenenza della comunità al territorio, e spinge la comunità stessa ad attivare concrete azioni e buone pratiche di tutela e conservazione del paesaggio e, quindi, della propria identità.
Un’adeguata pianificazione territoriale e paesaggistica, fondata su basi conoscitive aggiornate e dettagliate, è fondamentale per la prevenzione dei danni derivanti dai fenomeni alluvionali.
Spesso, infatti, cattive pratiche di utilizzo del territorio sono alla base del verificarsi di fenomeni di dissesto idrogeologico; ad esempio lo spostamento di un corso d’acqua dal suo alveo storico, l’abbandono delle aree rurali dell’entroterra, l’edificazione e la realizzazione di infrastrutture in zone naturalmente soggette ad esondazione sono solo alcuni casi di azioni dell’uomo che, opponendosi alle caratteristiche naturali del territorio, possono avere gravi conseguenze in caso di forti precipitazioni e di esondazione.
Al fine di evitare pratiche non corrette di utilizzo del territorio, la pianificazione paesaggistica può contribuire a riconoscere
le caratteristiche e le peculiarità dei diversi contesti territoriali, individuarne le naturali tendenze evolutive e conseguentemente
definire indirizzi e azioni che possano orientare opportunamente le attività antropiche.
E’ con tale finalità che, nell’ambito del progetto RES-MAR “Resau pour l’environnement dans l’espace maritime”, la Regione Sardegna ha approfondito la tematica dei paesaggi rurali che, esplorati da un particolare punto di vista, ci mostrano immagini
inedite e suggestive.

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